1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer>
PDF Stampa Email

Un antichissimo metodo di cura,
semplice e naturale
,
che agisce su più fronti: fisico, psichico, emotivo e della crescita interiore. Mikao Usui, monaco giapponese di religione cristiana,che lo riscoprì tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900, chiamò Reiki
"arte per la guarigione"





Reiki, che ha le sue radici nel buddismo tibetano, è un antico e semplice metodo di cura tramite il tocco delle mani. Mikao Usui, monaco cristiano giapponese che lo riscoprì tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, chiamò Reiki “arte per la guarigione”.

REI-KI
ll nome giapponese Reiki, letteralmente indica la connessione tra "Rei"; Energia universale, ovvero quell'intelligenza sottile che permea tutte le cose, guida la creazione e il funzionamento del cosmo. E Ki; l'Energia individuale, o meglio quella vibrazione o frequenza impercettibile che anima tutti gli esseri viventi.


Oggi, anche la scienza certifica l’esistenza di reiki, chiamandolo “campo” elletromagnetico che circonda il corpo dell’essere umano. Nella tradizione orientale tale campo ha un intelligenza e racchiude preziosamente la nostra “storia”, che raccontiamo al mondo quotidianamente con automatici ed inarrestabili pensieri, comportamenti, parole e soprattutto emozioni.

Reiki, oltre ad essere un ottimo metodo di cura per corpo e psiche conosciuto in tutto il mondo, può, la dove ci sono le condizioni, elevare anche la qualità della nostra “storia”, naturalmente e senza sforzi.

Reiki essenzialmente è il gioco più bello del mondo e, come tale, è
verità, sinonimo di libertà da tutto ciò che resiste al bene.
Ed’ affascinante notare come quest’ultimo, sembra sia uno tra i motivi per i quali; tutti hanno reiki ma poi...sia “adatto” soltanto per alcuni.


Modalità di utilizzo

L'utilizzo avviene principalmente attraverso le mani, le quali rispettando una serie di posizioni, hanno lo scopo di "agire" nei punti vitali del corpo, in corrispondenza dei "centri" energetici della medicina orientale (chakra) in un ordine e con modalità standardizzate.

Dopo aver ricevuto le necessarie "attivazioni" aver imparato la tecnica, le principali modalità con cui si utilizza reiki sono tre:
- occasionale (ovunque e al bisogno)
- auto-trattamento ( self-help)
- trattamento di base (ad altri)

L'autotrattamento: è un modo semplice per ricaricarsi quotidianamente di energia e per canalizzarla a se stessi in caso di necessità. Viene istintivo posare la mano sulle zone doloranti, sullo stomaco quando abbiamo mal di stomaco o nausea, alla testa in caso di cefalea e così via. Quando Reiki scorre consapevolmente nei nostri canali, questo atteggiamento istintivo prende potenza e diventa molto più efficace. Lo si può eseguire sia sdraiati,(in posizione supina), che da seduti, meglio in ambiente tranquillo e poco illuminato, con l'accompagnamento di musica rilassante scelta liberamente, secondo il gusto personale.

Trattamento di base ad altri:
E' un'applicazione che prevede un numero maggiore di posizioni, allo scopo di intensificare l'efficacia di ciascun trattamento, con il vantaggio di ridurre la frequenza dei trattamenti da somministrare e quindi di ottimizzare la fattibilità della cura, che, com'è intuibile, dipende da numerosi fattori esterni: la nostra disponibilità, gli impegni del soggetto da trattare, i contrattempi, e quant'altro.
Dunque, con più posizioni si aumenta la quantità di energia e si accelera il processo di guarigione del ricevente.

La Tecnica ; è standardizzata e pertanto è estremamente riproducibile, da persona a persona, e da momento a momento, è di facile apprendimento e alla portata di tutti.

Come si apprende ?
L'apprendimento del Reiki (metodo Mikao Usui) si sviluppa in due livelli, distinti ma con un unico scopo: "migliorare se stessi". Il Master Reiki ha in "dotazione" un bagaglio energetico che, durante il corso, adopera all'interno degli spazi dedicati alle "attivazioni". Tale bagaglio si avvale anche dei simboli Reiki, che, disegnati con la mano o mentalmente, sfruttano il campo elettromagnetico, riattivando i canali che conducono alla consapevolezza delle proprie potenzialità. "Questa è una parte fondamentale del corso. Ci si accorge che nulla più dipende dagli altri, dalla mamma, dal papà, dal marito, dalla moglie, dai maestri, ma tutto è già lì, dentro di noi. Molti, di fronte a tale riscoperta, colti da stupore e incredulità, si commuovono; un mondo nuovo si dischiude ! Come un tempo..."

l corsi reiki sono di tipo esperienziale, e come tali permettono la sperimentazione immediata e diretta dei benefici che può offrire, per se e per gli altri questa semplice e meravigliosa metodologia!

note) I due livelli reiki sono liberi e indipendenti tra loro. Molte Persone ad es. soddisfatte dei
risultati conseguiti con il primo livello, non hanno mai sentito l’esigenza di accedere al secondo.
Al quale ci si arriva naturalmente quando tutto è “pronto”, per intuito e desiderio.
* Al termine del Corso viene rilasciato un Attestato di partecipazione da parte dell’Associazione KAILASH



* al termine del Corso viene rilasciato un certificato di partecipazione da parte dell'Associazione Kailash.

CORSI REIKI: PER SAPERNE DI PIU'

CALENDARIO DEI PROSSIMI CORSI

PROSSIMI CORSI IN CALENDARIO

Corso di Primo livello;
Domenica 29 Ottobre 2017
orari; 10:00/18:30, con pausa pranzo

- Al termine viene rilasciato un Attestato di partecipazione da parte dell'Associazione Kailash.

- Al termine viene rilasciato un Attestato di partecipazione da parte dell'Associazione Kailash.

IL TRAINER

Antonio Destino: E-mail - info@cckailash.it
Reiki Master. Rebirther professionale. Esperto in tecniche di dinamica mentale e di respirazione, di auto-osservazione. Ha Supervisionato l'equipe di medici, psicologi e infermieri che hanno collaborano al progetto "Reiki come terapia di supporto nel trattamento dell'emicrania", approvato dalla Regione Lombardia, svolto presso l'Ospedale San Carlo Borromeo di Milano. Ha pubblicato il volume di Riza Scienze (gennaio 2002), dal titolo "Reiki. Il tocco che cura".


INFO E PRENOTAZIONI

INFO E CONTATTI

Segreteria KAILASH
Telefono. 340 7392198 - 02 39545486
e-mail segreteria@cckailash.it 


* per contattare direttamente il Trainer:
Antonio Destino
,

cell 347 0800803
e-mail destino@cckailash.it


Oppure compila il form laterale

NOTA IMPORTANTE:
Le prenotazioni non comportano nessun tipo di impegno economico.
Prenotarsi serve ad assicurarsi il proprio posto per l'Evento desiderato.

  • Nel rispetto reciproco, nel caso l'Utente dopo essersi prenotato dovesse cambiare idea, è gradita la comunicazione della disdetta, in tal modo lascia la possibilità ad altre Persone di potersi Iscrivere.
    GRAZIE

I TRE GRADI REIKI

Il primo livello
Si apprende in due giorni (ad es. sabato e domenica), per un totale di sedici ore circa.

La tecnica del primo livello:
L'utilizzo del Reiki avviene principalmente attraverso le mani, le quali rispettando una serie di posizioni standarizzate hanno lo scopo di "agire" nei pumti vitali del corpo. Le principali modalità con cui si utilizza Reiki sono due: l'auto-trattamento (self help) e il trattamento-base (ad altri).

L'auto-trattamento:
Con tocco dolce e armonioso, le mani appoggiano semplicemente sui punti vitali del proprio corpo. Si inizia con la centratura (serve per porsi in uno stato di calma), quindi, in sequenza, si passa alle varie posizioni: occhi, tempie, nuca, petto, addome superiore, addome inferiore, anche. Ogni posizione dura al minimo tre minuti. La frequenza consigliata per l'auto-trattamento è almeno una volta alla settimana.

Il trattamento-base ad altri:
E' un'applicazione che prevede un numero maggiore di posizioni, allo scopo di intensificare l'efficacia di ciascun trattamento, con il vantaggio di ridurre la frequenza dei trattamenti da somministrare e quindi di ottimizzare la fattibilità della cura, che, com'è intuibile, dipende da numerosi fattori esterni: la nostra disponibilità, gli impegni del soggetto da trattare, i contrattempi, e quant'altro. Dunque, con più posizioni si aumenta la quantità di energia e si accelera il processo di guarigione del ricevente. Le posizioni "coprono" i seguenti punti: anteriormente, occhi, tempie, nuca, petto, addome superiore, addome inferiore, anche. Posteriormente, spalle, scapole, dorso, lombi, sacro/coccige, ginocchia, piedi
 

Il secondo livello
L'acquisizione del secondo livello richiede un tempo di undici ore circa, diluito, ad esempio, tra sabato pomeriggio e domenica. In cui si impara ad usare i simboli Reiki. Si arriva a ricevere i simboli dopo aver consolidato, attraverso la pratica, su di sé e sugli altri, con il primo livello, i benefici e la semplicità del Reiki. Dunque ora la coscienza e il corpo sono pronti per comprendere ciò che un tempo poteva essere inconcepibile. I simboli tramandati e codificati da Mikao Usui nei primi del secolo scorso sono tre.

Ogni simbolo ha una sua precisa caratteristica.

Il primo simbolo:
Lo si adopera per ottenere una quantità maggiore di energia, di forza, per sé e per gli altri.

Il secondo simbolo:
E' il simbolo che agisce in profondità. Tende a risanare ed eventualmente a risolvere le cause dei nostri malesseri.

Il terzo simbolo:
E' il simbolo che supera la dimensione spazio-tempo e permette di svolgere trattamenti anche a distanza, a persone o a situazioni. Ad esempio, in questo periodo, molte persone che hanno il secondo livello Reiki, stanno dirigendo energia per la pace nel mondo.

Il terzo livello
Il giusto tempo è passato. Abbiamo attraversato il primo e il secondo livello. Il corpo ha beneficiato dell'effetto dell'energia, la mente si è quietata di fronte ai dubbi e alle perplessità sull'efficacia e la semplicità delle applicazioni Reiki. Il terzo grado è quello del Master Reiki .

Il corso ha una frequenza diversa per ogni maestro. Ciascun maestro decide autonomamente. Io lo diluisco in due anni, per circa 200 ore all'anno, lo spazio di una domenica al mese per dieci mesi in un anno. Il primo dei due anni ha lo scopo di formare persone capaci di svolgere trattamenti professionali. Il secondo ed ultimo anno, prevede la formazione personale e le informazioni utili e necessarie per condurre corsi e seminari Reiki (Master Reiki).

Salva

REIKI IN MEDICINA

Reiki in Medicina

Il Reiki non utilizza aghi, strumenti, apparecchiature, o strutture particolari e costose ma avviene principalmente attraverso le mani, le quali rispettando una serie di posizioni, hanno lo scopo di "agire"nei punti vitali del corpo.

La Tecnica è standardizzata e pertanto è estremamente riproducibile, da persona a persona, e da momento a momento, è praticabile su persone ma soprattutto su se stessi con l'autotrattamento (self-help). E' di facile apprendimento e alla portata di tutti .

potenzialità in campo medico sanitario:

  • non ha effetti collaterali e controindicazioniè estremamente riproducibile, indipendentemente dalla persona fisica è praticabile da medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi o volontari, su pazienti ricoverati in ospedale o in hospice, in regime ambulatoriale o di day-hospital, e a domicilio. A domicilio può essere eseguito anche dai familiari dei pazienti e dal paziente stesso con l'autotrattamento, senza costi aggiuntivi per il sistema sanitario.
  • non utilizza aghi, strumenti o apparecchiature, o strutture particolari
  • è di facile apprendimento e alla portata di tutti. Le attivazioni di primo livello si effettuano in 16 ore da parte di un Reiki Master
potenziali vantaggi dal punto di vista dell'economia della gestione sanitaria:
reiki ha grande potenzialità in campo medico sanitario in quanto:
  • non ha effetti collaterali e controindicazioni
  • è estremamente riproducibile, indipendentemente dalla persona fisica del curante
  • praticabile da medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi o volontari, su pazienti ricoverati in ospedale o in hospice, in regime ambulatoriale o di day-hospital, e a domicilio. A domicilio può essere eseguito anche dai familiari dei pazienti e dal paziente stesso con l'autotrattamento, senza costi aggiuntivi per il sistema sanitario.
  • non utilizza aghi, strumenti o apparecchiature, o strutture particolari

In un recente articolo comparso sul British Medical Journal Reiki è inserito tra le più comuni tecniche di medicina complementare, e viene correntemente classificato tra a) le terapie bioenergetiche e/o spirituali oppure tecniche manipolative o touch-therapies.

reiki e applicazioni cliniche trattate :

  • Dolore acuto e cronico (cefalea, dolori osteo-articolari, post-operatori,mal di denti,dolore oncologico,etc) insonnia,stresse disturbi psicologici (ansia, depressione) effetti collaterali della chemio e radioterapia sostegno al malato avanzato o terminale. Reiki non ha ha controindicazioni o effetti collaterali

Reiki viene inserito nelle seguenti strutture ospedaliere :
Centro Oncologico Ematologico Subalpino di Torino - Centro di Medicina Psicosomatica dell'Ospedale san Carlo Borromeo Milano - Il Cespi e Le Molinette di Torino - Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei tumori - La AUSL di Viareggio

Inoltre, reiki affianca la terapia convenzionale in numerosi centri ospedalieri di tutto il mondo.
Trattandosi di una tecnica "dolce" di distensione e analgesia e alla portata di tutti, si presta molto bene come trattamento di supporto e integrativo nella terapia del dolore del malato cronico (artritico, artrosico, fibromialgico), nel male di schiena (back pain), nella cefalea e nel malato oncologico. Nel malato oncologico si è dimostrato utile come trattamento palliativo anche durante i cicli di radioterapia e chemioterapia nel controllo dei sintomi collaterali (dispnea, nausea, vomito, dolori addominali, diarrea). Reiki può essere di aiuto e di sostegno psicologico anche nell'ammalato terminale.


STUDI CLINICI

Elenco di Studi clinici effettuati con il reiki, selezionati dal nostro Centro: 

Aticolo pubblicato su "Doctor. , n. 13, ottobre 2001.
pdf 
Articolo_pubbicato_su_DOCTOR.pdf

Reiki alle Molinette di torino

pdf Reiki_Ospedale_le_molinete_di_torino.pdf

Studio su Persone affette da emicranea
Leggi_la_locandina_dei_risultati_clinici.pdf

pdf Formato_poster_dei_risultati.pdf

Reiki e malato oncologico anziano
pdf Leggi o scarica i risultati dello studio clinico

Studio sulla depressione
pdf Leggi o scarica i risultati dello studio

Reiki a distanza e i suoi effetti
pdf Leggi o scarica i risultati, quando reiki viene fatto a distanza

La scienza spiega gli effetti del reiki
pdf Leggi o scarica l'articolo

Sintesi di alcuni studi completati
pdf Leggi o scarica l'elenco

Reiki nel mondo: vari studi clinici effettuati in America
pdf Leggi o scarica gli studi in America

ARTICOLI SULL'ARGOMENTO

MISCELLANEA DI ARTICOLI SELEZIONATI.


L’ENERGIA VITALE
scritto dalla dot.ssa Luisa Merati,
Psicoterapeuta.

L’esistenza dell’energia cosmica vitale (prana) e la sua influenza sulla salute del corpo erano noti in India fin dal 5.000 a.C.. Gli yogi attingevano a questa energia mediante tecniche respiratorie, meditazione e posture fisiche che consentivano di entrare in uno stato di coscienza modificato, che apriva alla intuizione profonda, e di conservare salute e giovinezza molto a lungo.
Per i Cinesi e fin dal 3.000 a.C., tutta la materia, vitale o non, è permeata di energia (chi), costituita da due polarità (Yin e Yang) che, in stato di armonioso equilibrio, assicurano salute e benessere; in caso contrario, generano malattia e disagio psichico.

In Giappone tale energia dinamica, sottile, presente in tutte le cose viene denominata ki: quando un individuo è sano, il ritmo e la qualità delle sue vibrazioni energetiche (rei) saranno in armonia con quelle dell’ambiente circostante, ovvero il rei della persona sarà in armonia con il ki di ciò che la circonda: è lo stato di “rei-ki”.

Nella cultura ebraica e cristiana tale energia è indicata come “luce astrale” o “aura di luce”, raffigurata nella iconografia sacra come aureola luminosa attorno al Cristo e ai Santi.
Paracelso, celebre medico del XVI secolo, denominò tale energia “arqueo”, una entità composta da forza e materia vitale: mediante questa energia il medico esercitava sul malato un effetto molto più grande di qualunque farmaco, accedendo direttamente alla capacità immaginanativa del paziente.
Anche gli ipnotizzatori davano grande importanza alla “forza” che dall’ipnotista passava all’ipnotizzato. In particolare Mesmer, colui che nel XIX secolo portò l’ipnotismo al rango di terapia “scientifica”, esponeva quattro principi fondamentali: 1) un sottile fluido fisico (fluidum) riempie l’universo e forma un mezzo di connessione tra l’uomo e la terra, i corpi celesti e anche tra uomo e uomo; 2) la malattia ha origine dalla distribuzione non omogenea di tale fluido all’interno del corpo umano.

La guarigione si ottiene quando viene restituito l’equilibrio; 3) con l’aiuto di talune tecniche il fluido può essere incanalato e immagazzinato, e convogliato in altre persone; 4) in questo modo si possono provocare nel paziente delle “crisi” di guarigione e si possono curare le malattie.

Questo fluido misterioso si chiamava anche “magnetismo animale” e malati erano i soggetti che avevano meno magnetismo dei sani. Con questo fenomeno Mesmer spiegava anche l’influsso del sole, della luna e dei pianeti sul corpo umano e anche la periodicità delle manifestazioni di certe malattie.
Più tardi altri studiosi del fenomeno (es. Kluge) scrissero che magnetista e paziente formavano un cerchio magnetico, un mondo chiuso di due individui e che tale cerchio doveva essere protetto dal rumore, dalla luce, dalle interferenze esterne, paragonando l’unità magnetizzatore-paziente alla relazione tra madre e feto nella gravidanza.
Nel XX secolo Wilhelm Reich, psichiatra, allievo di Freud, denominò l’energia universale “orgone”, per la relazione con “organismo” e con “orgasmo”, e sviluppò tecniche psicoterapeutiche atte a sbloccare il flusso naturale dell’energia orgonica nel corpo. Costruì anche un accumulatore energetico per concentrare l’energia cosmica necessaria per caricare diversi oggetti, ma soprattutto per trattare pazienti affetti da malattie gravi come anemie, tumori e altre.
Luisa Merati



REIKI E AGOPUNTURA
a cura della dot.ssa Marina Zenato,

medico chirurgo, diplomata in medicina tradizionale cinese, medicina omeosinergetica e master reiki.

MEDICINA ENERGETICA
Secondo la medicina energetica, il corpo esprime un disagio (blocco energetico o blocco emozionale) attraverso un sintomo più o meno grave, in base al tipo di blocco.
Se il sintomo viene ignorato, o peggio ancora soppresso da un farmaco o da altre metodiche, il corpo continuerà ad esprimere il suo disagio, con una patologia sempre più grave. La medicina energetica non sopprime il sintomo, ma lavora sulla consapevolezza, trovando la . causa che ha determinato quella patologia, attraverso test kinesiologici omeosinergetici. Dopo la presa di coscienza, il lavoro viene effettuato per metabolizzare, ,accettare e sciogliere il blocco, questo determinerà il miglioramento del sintomo e, dove è possibile, la guarigione completa della patologia. Questo lavoro viene svolto attraverso la prescrizione di rimedi omeopatici omeosinergetici e fiori di Bach, attraverso l'agopuntura e il Reiki.
L'agopuntura è una metodica antica, che lavora sulla consapevolezza e sul riequilibrio energetico, rimuovendo blocchi emozionali ed energetici; in questo caso gli aghi vengono ulteriormente attivati attraverso il Reiki, canalizzazione di vibrazioni ad altissima frequenza che risvegliano l'energia vitale del soggetto e lo riportano ad uno stato di equilibrio e di salute psico fisica.

QUESTIONARIO DI DEPRESSIONE DI BECK - BDI   La scala di depressione di Beck è tra gli strumenti più frequentemente usati nella ricerca clinica per rilevare il livello di depressione.Inizialmente lo strumento doveva essere usato come guida strutturata nelle interviste cliniche; oggi, è spesso somministrato come questionario autovalutativo in situazioni di gruppo allo scopo di ottenere punteggi che permettano la scelta di soggetti a diversi livelli di depressione per scopi d'intervento clinico e di ricerca. Di facile somministrazione lo strumento coglie una dimensione unitaria, e può essere utilmente applicato in congiunzione ad altri strumenti usati per l'analisi del comportamento (nel progetto in esame, ad esempio è stato somministrato congiuntamente all'Inventario di personalità MMPI-2).Nella versione italiana del questionario BDI si trovano 21 gruppi di affermazioni. L'esaminando, deve scegliere da ciascun gruppo l'affermazione che meglio di tutte descrive le esperienze e lo stato d'animo percepito nel presente e durante tutta la settimana appena trascorsa.Per ciascun item la risposta è graduata con punteggi da "0" a "3".La scala presenta un buon livello di fedeltà e discrimina bene tra soggetti che presentano strutture intrapsichiche caratteristiche dei depressi quali: tristezza, scoraggiamento riguardo al futuro, senso di fallimento personale, insoddisfazione diffusa, sensi di colpa, sentimenti d'indegnità e d'inutilità, ideazione suicidaria, pianto frequente, irritabilità, disinteresse nei confronti delle relazioni interpersonali, indecisione, sonno disturbato, perdita di appetito, dimagrimento, astenia, preoccupazioni di natura somatica e ipocondriaca.Valori superiori a 18 suggeriscono la presenza di nuclei depressivi.               
 pazienti  BDI-0Inizio terapia BDI-1Fine terapia  BDI-6Follow-up 
1 2 . 2
2 16 5 3
3 22 6 6
4 18 28 10
5 12 3 6
6 1 0 1
7 14 7 6
8 15 3 12
9 9 5 9
10 18 0 5
11 29 0 0
12 10 10  
13 9 .  
14 7 2  
15 1 4 0
16 19 6  
17 6 .  
18 1 0 0
19 35 . .
20 7 3  
21 3 7  
22 3 0  
23 10 0  
24 3 1  
25 23 .  
26 1 0  
27 8 0  
28 13 0  
29 11 12  
30 7 .  
31 20 .  
32 7 10 6
33 15 9  
34 12 .  
35 10 .  
36 12 .  
37 1 1  
  Analizziamo i dati riportati nella tabella, escludendo i pazienti che si sono ritirati dallo Studio clinico (drop-out n°19, 25). Escludiamo inoltre i pazienti di cui attualmente non possiamo riportare raffronti di test (13, 17, 30, 31, 34, 35, 36, 37) e otteniamo, in questo modo, una casistica su 27 soggetti.Nella tabella vengono distinti 3 momenti: BDI-0 test applicato ad inizio terapia- ReikiBDI-1 test applicato a fine terapiaBDI-6 test applicato a 6 mesi dalla fine della terapia Essendo questo, uno studio ancora in fase di somministrazione e svolgimento, non sono ancora presenti tutti gli indici per tutti i soggetti, in ogni caso, dai dati in nostro possesso è già possibile trarre delle conclusioni.In rosso, sono stati evidenziati i valori riferibili ai soggetti che hanno riportato un miglioramento dello stato depressivo a fine terapia; tra questi pazienti si evidenzia che il 40% consegue all'inizio della terapia valori basali molto elevati che si avvicinano e/o raggiungono la soglia critica depressiva. In giallo, invece, sono indicati tutti i casi in cui non si è verificato nessun tipo di miglioramento o regresso.Dall'insieme dei risultati deriva che per il 74% dei pazienti (eccezione del 19% dei soggetti evidenziati in giallo, che mostra risultati invariati rispetto all'inizio della terapia) l’indice di Depressione diminuisce alla fine del ciclo di terapia-Reiki, ed il 100% dei pazienti ottiene valori finali in ogni caso inferiori al range di patologia.Due pazienti mostrano un innalzamento del punteggio al BDI a fine terapia (vedi n° 4 e 15) tuttavia, gli stessi conseguono risultati più bassi, e rientranti nei valori normativi, nel controllo effettuato a sei mesi di distanza.                 Nella tabella sottostante prendiamo in esame, per ciascun paziente, il  numero medio di attacchi mensili di emicrania, nelle tre fasce temporali considerate (basale d'inizio terapia; fine terapia; follow-up a 6 mesi).Di nuovo, indichiamo col rosso i casi di miglioramento e col giallo i casi in cui i risultati rimangono invariati.    
°N°pazienti att/mesebasale Att/meseFine terapia Att/meseFollow-up
1 11 4.9 3.6
2 18 15 15
3 5.05 3 0.33
4 8 8 4
5 5 1 4
6 3 3 8
7 20 2 4
8 15 8 10
9 8 10 4
10 10 8 12
11 4 0.5 0.3
12 12 2.5  
13 15 6.6 4.5
14 9 2.5  
15 10 7 4
16 8 8 2.3
17 4 4  
18 10 4.5 3
19 14 .  
20 10 3  
21 10 4  
22 9 4  
23 21 0  
24 15 10  
25 3.5 .  
26 20 20  
27 10 5  
28 2 0  
29 2 1  
30 5    
31 10    
32 3 2 0.75
33 8.05 2.6 2.50
34 12 4 1.7
35 11 9 .
36 12 1.7 2.3
37 6 2.8 4
 Anche in questo caso abbiamo dovuto escludere 4 soggetti per mancata disponibilità di dati, pertanto la casistica riguarda 33 pazienti di cui, come mostrato in tabella, l'88% dichiara una significativa diminuzione nel numero degli episodi di emicrania, mantenuta anche a distanza di sei mesi dalla fine della terapia.Va notato, che il 79% di questi pazienti ha dimezzato o ridotto al minimo il numero di attacchi di mal di testa con un conseguente miglioramento  nella qualità di vita e, in due casi, si è registrata una remissione completa della sintomatologia ( 23, 28).Solo tre soggetti mostrano risultati invariati alla fine del ciclo di sedute (6, 17, 26), mentre in due casi (6 e 10) si registra un lieve aumento del numero di attacchi di emicrania, a distanza di sei mesi, a seguito di un principio di miglioramento percepito a fine terapia.In conclusione, dall'analisi dei risultati di questo campione clinico si rileva che una percentuale significativamente elevata di pazienti (mediamente collocabile intorno all'80%) ha beneficiato della terapia-Reiki sia sul versante psicologico, con riscontri soggettivi di minore ansietà, livelli più elevati di autostima e un senso di maggiore controllo sulla propria vita, sia su quello somatico, con una drastica riduzione del numero di attacchi emicranici al mese e dei sintomi ad essi correlati.Ne deriva, sul piano della valutazione dell'efficienza, una rilevante riduzione anche nel consumo di farmaci, nel numero di giornate lavorative perdute e una minore incidenza di ricorsi a visite mediche, esami laboratoristici e/o strumentali e ricoveri ospedalieri.

REIKI, SCIENZA E SPIRITUALITA'
estratto dalla tesi finale del reiki master, Donato d'Alessandro.

Nel corso di questi ultimi quattro anni, le mie ricerche e sperimentazioni svolte con il Reiki su persone con problematiche diverse, e in base ai risultati ottenuti, mi hanno dimostrato che attraverso la canalizzazione e la trasformazione dell'energia che l'Operatore di Reiki attua in modo naturale, posso dedurne che l'essere umano si comporta come una macchina ad irradiazione di onde ad infrarossi, ma in modo assolutamente biofisico naturale, emettendo le stesse onde elettromagnetiche nello spettro degli infrarossi. Questo aspetto che vede come oggetto la emissione di infrarossi, è in grado di attraversare il corpo fisico del ricevente, se sottoposto ad un trattamento con posizioni stabili per almeno tre minuti, (tempo necessario per attivare la lunghezza d'onda necessaria per attraversare il corpo fisico). Questo spiega anche la ragione per la quale le posizioni codificate del Reiki vedono la permanenza delle mani sulle posizioni, per un minimo di tre minuti. Il corpo dell'Operatore Reiki (che è un essere umano sul quale sono state svolte determinate riattivazioni energetiche) si comporterebbe, quindi, a tutti gli effetti come un trasformatore di energia, capace di ricevere e trasmettere le onde elettromagnetiche presenti nel cosmo, di frequenza molto alta, (ad esempio come già spiegato, quelle comprese nella gamma degli ultravioletti e nella luce visibile) trasformandole in onde con frequenza più bassa ma che penetrano più facilmente i corpi biologici e fisici. In questo modo è anche possibile che l'energia del Reiki venga trasmessa dall'Operatore di capacita superiori, (secondo livello) a distanza, per il principio della ricetrasmissione, come già esposto, l'Operatore canalizza l'energia nello spettro della luce visibile di frequenze molto alte, e durante la trasformazione che avviene in esso, in frequenze più basse, dona arricchendola con un valore aggiunto la sua spiritualità, motivandola, che tramite la forza della stessa energia ri -imette nell'etere permettendo così il fenomeno del trattamento a distanza.
L'ovvia condizione è che si possa ricevere e trasmettere, lo possiamo fare senza limiti di tempo e spazio, seguendo il concetto della relatività, possiamo quindi affermare che tali onde vengono trasmesse attraverso il tempo e lo spazio circostante, che è in costante comunione nell'Universo. Secondo questa mia tesi e dimostrazione, l'uomo potrebbe risanare e mantenere in salute il proprio essere, usando solo le irradiazioni prodotte dalle sue mani. Ma davvero l'uomo può risanarsi con l'applicazione dell'energia? E se si trattasse di sola suggestione?Funzionano davvero tecniche come la Pranoterapia o il Reiki? La mia esperienza come quella di migliaia di Operatori in tutto il mondo, dimostra che il Reiki non solo da risultati, sfatando chi sostiene essere solo una tecnica di rilassamento con blandi palliativi, e fenomeni illusori, ma rafforza lo spirito di chi lo canalizza e lo riceve, va sostenuta l'idea che il migliore modo di comprendere il Reiki è la sua diretta sperimentazione, solo in questo modo è possibile ascoltare le singolari sensazioni che un trattamento di Reiki dona, favorendo il contatto con la personale sensazione del proprio io interiore, donando una straordinaria condizione di profondo rilassamento e di abbandono, inoltre il contatto con il personale Io interiore consente la visione di nuove prospettive, valide per la valutazione delle diverse problematiche personali, rendendo la visione della vita più nitida.

Conclusioni

Concludo la mia Tesi con una preghiera, che narra dell'unità dello spirito umano con quello Divino, dove tutte le tradizioni indigene, parlando di unità e forza, fanno riferimento allo Spirito, a Dio.
La preghiera Hopi della Compassione, inizia così:
Ti sento o Spirito
Ti sento attraverso le orecchie del mio spirito lupo,
Ti sento o Spirito,
negli alberi mentre il vento mormora tra le fronde
che coprono il mio villaggio nella sera.
Ascolto la tua voce nell'acqua
mentre scorre sulle pietre del ruscello

TESTIMONIANZE

Milano Ottobre 2011

Mi chiamo Pino ho 48 anni e sono impiegato nel settore vendite presso una società di prodotti informatici. Sentivo parlare spesso del centro Kailash tramite alcune conoscenze ma non mi sono mai avvicinato soprattutto per un certo scetticismo che noi tutti comprendiamo o abbiamo compreso. La mia quotidianità è sempre stata considerata ,diciamo, in risonanza con la vita comune della maggior parte delle persone  "casa/tanto lavoro , qualche uscita per una
pizza ,una partita a calcetto di tanto in tanto con i colleghi di lavoro". Con Antonio Destino ci siamo sentiti solo telefonicamente per circa 6/7 anni ma mai incontrati di persona per motivi di consulenze inerenti ai prodotti informatici.

 A Marzo , dopo aver avuto per l'ennesima volta a distanza di 5 anni dei forti attacchi di panico con conseguenze di esaurimento nervoso e depressione, mi sono avvicinato al Centro, mettendo da parte ogni tipo di dubbio e scetticismo.

I miei attacchi erano sempre più frequenti non riuscivo a respirare mi sentivo sempre affaticato ed avevo grosse turbe mentali che spesso mi portavano ad un esaurimento nervoso al limite di ogni sopportazione come se stessi per morire,avevo perso sei chili e non avevo voglia di fare più nulla ne dipingere ne lavorare tanto meno di andare in bicicletta (una delle mie passioni). Mi venne consigliato da alcuni miei amici di prendermi un periodo di vacanza magari andando al mare ,che poi non feci. ...Avevo bisogno di stare solo...!


Durante uno dei giorni di convalescenza mi sentii solo e mi recai al Kailash dove incontrai finalmente Antonio il quale  in quell'occasione mi chiese se avessi voluto percorrere con lui una serie di cinque trattamenti Reiki ed non avendo niente da perdere acconsentì. Risultato; reiki ha messo in moto una serie di inequivocabili forze energetiche da permettermi di ristabilirmi nel giro di 20/30 giorni Premetto che: Ho ripreso a suonare la chitarra dopo 37 anni Bicicletta quasi tutti i giorni
Sto benissimo con me steso e respiro a pieni polmoni Riesco tuttavia a fare cose che in passato non mi sarei mai permesso di fare Mi confronto con le persone con razionalità , tranquillità evitando di esprimere giudizi infondati. Attacchi di panico stop  P.S : Credo di riprendere a dipingere.
Pino. P.



Claudia
Vivo a Milano. Sono laureata in psicologia e utilizzo Reiki nella mia professione. Considero Reiki una profonda esperienza umana che investe molte dimensioni del nostro essere: fisica, emozionale, mentale e pertanto ideale in psicologia come strumento integrato di lavoro. Collaboro ad uno studio clinico presso il Centro di Medicina Psicosomatica dell’Ospedale San Carlo di Milano, che sta valutando l’efficacia del trattamento Reiki nei pazienti affetti da emicrania. E’ per me una esperienza molto interessante perché ho notato che anche questo tipo di pazienti che, per definizione psicosomatica, sono iper-razionali e iper-controllanti e, spesso, durante la seduta, non riescono neppure a tenere gli occhi chiusi, dopo qualche trattamento Reiki cominciano a ‘lasciarsi andare’ e a rilassarsi, abbandonandosi molto spesso alla immaginazione e ai ricordi. “Mi sentivo tutt’uno con il lettino…”, “Mi è venuta in mente acqua, acqua, la laguna, una gita a Venezia, mio marito…”. Il materiale immaginativo prodotto diventa, così, oggetto, a fine seduta, di condivisione e offre lo spunto a brevi riflessioni sul passato o sullo stato emotivo presente. Reiki, nei pazienti psicosomatici, lavora proprio come una tecnica di rilassamento che facilita la costruzione di ‘storie immaginative’.



Anonima

Infermiera professionale in pensione, operata di un tumore al seno 7 anni fa. Attualmente in chemioterapia per metastasi polmonari.

“Mi sono sentita fortunata e privilegiata per aver potuto partecipare a questa esperienza. Ho sentito la persona che mi praticava il Reiki come un’amica. Sentirmi toccare nei punti malati non mi ha dato fastidio né ho sentito dolore. Durante il trattamento così come durante le sessioni di rilassamento mi accorgo che la mia mente lavora continuamente, mi sono resa conto in tutto questo periodo di aver trascurato me stessa, di aver sacrificato il mio corpo… Capisco sempre di più che devo amare il mio corpo e che devo ascoltare di più i suoi bisogni… Questa esperienza mi ha segnata in modo profondo e sento che vale la pena vivere ed andare avanti.




REIKI DOMANDE FREQUENTI

FAQ. Le domande più frequenti su Reiki.

Risponde Elisabetta Cofrancesco (medico)
tratto dal numero di Riza Scienze Psicosomatica anno 2001 dal titolo;
Reiki, il tocco che cura - Autori: A. Destino - E. Cofrancesco - L. Merati



 

 

 

  

1. D. Dunque abbiamo appurato che Reiki è un metodo per alleviare il dolore fisico, controllare l'ansia e calmare la mente. Al tempo stesso è anche una disciplina di crescita spirituale. Ma allora Reiki è una tecnica di rilassamento o una disciplina spirituale?

R. Reiki è l'uno e l'altro: una tecnica di distensione e rilassamento, e al tempo stesso, un momento di intimo contatto con se stessi e con la propria energia. Questo processo aiuta a riconoscere, da un lato, la propria unicità, dall'altro a ristabilire la gioia e lo stupore della riscoperta di un "antico senso di appartenenza" e del "sacro nella propria vita".{/slide}

2. D. Che legami ha Reiki con la religione?

R. Tutte le scuole di Reiki si dichiarano aperte ad ogni fede e negano qualunque legame con la religione, ma questo di per sé non sarebbe decisivo. Certamente Reiki non è semplicemente una tecnica, perché implica il riferimento a una energia con caratteristiche (meta)fisiche e si ispira a principi (la responsabilità della propria vita, il "qui ed ora", l'integrazione degli opposti, l'arte di imparare attraverso l'esperienza) che appartengono a molte religioni, al cristianesimo, al buddhismo, all'induismo, e alla filosofia Zen. Certamente Reiki si basa su una visione "spirituale" della vita, dove con spiritualità si intende "una forma di relazione con la realtà, che comporta un senso di appartenenza a qualcosa di più grande di noi stessi". Questa visione della spiritualità appartiene ad una cultura che valorizza l'esperienza personale come unica via di conoscenza e Reiki è un metodo esperienziale. In sintesi, Reiki non è né una religione, né una filosofia e può essere usato indipendentemente da qualsiasi religione, cultura, credenza o filosofia. Reiki è pratica, è un metodo naturale di guarigione e di crescita spirituale di cui solo l'esperienza diretta è possibile. {/slide}

Alla nascita abbiamo naturalmente reiki?

3. D. Ho letto che tutti, alla nascita, abbiamo naturalmente Reiki, ma poi, già nel corso dei primi anni di vita, il fluire di Reiki si blocca a causa dei condizionamenti imposti dalla nostra educazione. Come si riacquisisce Reiki?

R. Attraverso le attivazioni o iniziazioni, che si danno in tre livelli, come vedremo più avanti, da parte di un Reiki Master, durante seminari appositi, attraverso l'utilizzo di simboli, che sono veri e propri archetipi universali. Queste "chiavi operative" canalizzano e armonizzano l'energia, creando una connessione consapevole tra l'individuo e l'infinita disponibilità di energia universale. Le attivazioni durano per sempre.

In breve, ricevere le attivazioni Reiki significa mettere in sintonia la propria energia personale con l'energia universale, riarmonizzarsi con la realtà universale, imparando ad accettare il significato di ogni evento. Diventare un canale Reiki significa "lasciare agire" la realtà. Per diventare canali Reiki non servono particolari qualità personali o conoscenze: l'unica cosa che viene richiesta è la disponibilità, responsabile e consapevole, a diventare canale.

Sapere qualcosa di più su i simboli sacri?

4. D. Mi piacerebbe sapere qualcosa di più sui simboli sacri che vengono utilizzati per le attivazioni Reiki o nei tattamenti di II livello.

R. Le attivazioni Reiki si danno durante un rituale che presenta un aspetto magico, simbolico, mediante il quale vengono messe in movimento le energie interiori dell'iniziando. E' bene, tuttavia, precisare subito che questo non vuol dire l'ingresso in scuole o sette dogmatiche o la partecipazione a riti occulti. Vuol dire semplicemente dichiarare apertamente e consapevolmente la propria disponibilità a connettersi con la realtà universale. I simboli del II o del III livello vengono trasmessi oralmente da parte del Reiki Master, insieme all'attivazione. Perché oralmente? Dice Osho: "Il messaggio trasmesso oralmente ha una bellezza speciale. E' vivo, e dietro al messaggio c'è il Maestro. L'esperienza del Maestro lo sostiene, il Maestro ne è il testimone. Non è solo una speculazione, non è una filosofia: è qualcosa di essenziale, di sperimentato, di vissuto".

La conoscenza grafica dei simboli senza l'attivazione non ha nessun valore. Dato che i simboli in generale, come gli ideogrammi cinesi, "non sono idee logiche nel senso nostro della parola (logica, ragione) ma idee intuitive, i loro significati possono essere scoperti soltanto dall'uso e dalla costituzione dei segni grafici" (C. G. Jung). Così i simboli del Reiki vengono tracciati con la mano ("mudra", gesti sacri) o visualizzati o pensati semplicemente e vengono accompagnati, sottovoce o meglio mentalmente, da mantra (suoni sacri): il potere del gesto associato al potere del suono. I simboli del Reiki sono ideogrammi dinamici dotati di grande potenzialità energetica e si riferiscono, come molti altri simboli appartenenti alla Scienza Sacra, ad archetipi universali di processi interiori, particolarmente quelli in relazione con l'energia, il movimento dell'energia, l'espansione e la crescita da una parte, e la trasformazione, l'integrazione, l'unione (yoga) dall'altra.

Essi appartengono al mondo del sacro e come tali devono essere trattati: con profondo rispetto.

Caratteristiche che fanno di reiki una terapia olistica?

5. D. Reiki è inserito tra le tecniche di medicina olistica e complementare, accanto ad omeopatia, agopuntura e molti altri trattamenti energetici. Quali sono le caratteristiche che fanno di Reiki una terapia olistica?

R. Nell'approccio olistico della medicina l'uomo è visto come una unità inscindibile di corpo, mente e spirito e ciascun individuo è visto come una entità unica e irripetibile. Questi sono principi cardini anche del Reiki.

Un altro aspetto fondamentale è il ruolo attivo e responsabile del paziente che viene visto come "soggetto" e protagonista della propria guarigione. Nell'approccio olistico non esistono cure che guariscono chi non abbia già scelto, consapevolmente o inconsapevolmente, di guarire. Così anche Reiki, mettendo in moto processi di guarigione profondi, che vanno al di là della risoluzione del sintomo e implicano una guarigione globale, presuppone la volontà di affrontare fino in fondo i propri problemi esistenziali e di mettersi realmente in gioco.

Pertanto Reiki non si può imporre, né può essere utilizzato senza il consenso del paziente. Sarebbero tempo ed energia sprecate. La malattia, seppur dolorosa, spesso è una situazione di comodo, scelta dal paziente per attirare cure ed attenzioni su di sé e per sfuggire, almeno temporaneamente, alle proprie responsabilità. Così Reiki, che è una terapia "dolce", non forza, ma asseconda le scelte individuali e non guarisce se non chi è profondamente e fermamente intenzionato a guarire. Dice un vecchio proverbio inglese: "Potete portare un cavallo fino all'acqua, ma non potete costringerlo a bere".

Ruolo dell'operatore Reiki?
6. D. Pertanto è il paziente che decide se e fino a che punto guarire. Qual è allora il ruolo dell'operatore Reiki?

R. L'operatore Reiki è come un filo elettrico, ove la corrente è l'energia universale. E' semplicemente uno strumento, un canale che permette all'energia di fluire dove serve e nella misura in cui serve al soggetto che viene trattato. E' il soggetto trattato che sceglie, sia pure inconsapevolmente, se e quanta energia prendere e l'energia va naturalmente e "intelligentemente" dove il soggetto ne ha più bisogno. Pertanto Reiki lavora indipendentemente dallo stato di salute fisica e psicologica dell'operatore, ma si adatta unicamente alle condizioni e alle esigenze di chi lo riceve.

Che differenza cè tra un operatore reiki e un pranoterapeuta?

7. D. Che differenza c'è tra operatore Reiki e pranoterapeuta?

R. Abbiamo detto che l'operatore Reiki è semplicemente un canale che permette all'energia di scorrere attraverso di lui per arrivare dove è più necessario. Non deve essere dotato di qualità straordinarie, né deve possedere conoscenze complesse. Deve semplicemente "esserci" con cuore aperto, mente leggera e tanta disponibilità. Il pranoterapeuta, in condizioni di perfetta forma fisica, è dotato di una energia personale particolarmente abbondante (sta qui la sua eccezionale qualità innata!), e trasmette al soggetto da trattare la sua energia individuale. Pertanto qualità e quantità di energia trasmessa dipendono dal suo attuale stato di salute fisica, emotiva e mentale. Inoltre, durante il trattamento il pranoterapeuta tende a scaricarsi; pertanto, ha bisogno di ricaricarsi. Questo non succede all'operatore Reiki, che trasmette un'energia non propria, a cui può attingere illimitatamente (l'energia universale!). Infine, l'operatore Reiki, trattando gli altri, non solo non si scarica mai, ma tratta anche se stesso...


8. D. Cosa prova un soggetto durante un trattamento Reiki?

R. Non esiste una regola fissa. Alcuni pazienti provano un gran rilassamento e spesso si addormentano. Altri fanno fatica a lasciarsi andare. Alcuni avvertono sensazioni di calore in tutto il corpo o in alcune parti del corpo, oppure freddo. Altri possono avvertire sensazioni di fastidio o di dolore al contatto delle mani con alcune zone del corpo. Alcuni attivano la capacità di rappresentazione immaginativa, per lo più di scene piacevoli, legate all'atmosfera di vacanza: spiaggia, mare, natura incontaminata. In qualche caso è possibile che si attivino immagini più personali legate a esperienze recenti della vita del soggetto, o del passato o addirittura dell'infanzia. Molti hanno la sensazione che non stia succedendo nulla.

tra una seduta e l'altra, cosa fare?}

9. D. Questo è quanto può succedere durante una seduta Reiki condotta da un operatore. E tra una seduta e l'altra, cosa fare? E' possibile essere operatori di se stessi?

R. Tra una seduta e l'altra si consiglia di essere attenti osservatori di se stessi, di prendere nota dei fatti più significativi che accadono: una specie di diario, su cui riflettere, possibilmente senza esprimere giudizi (questo è bello, questo è brutto; è colpa della cattiva sorte, di lui, di lei, del cattivo tempo...), e a cui fare riferimento nel futuro, per valutare gli effetti del trattamento. All'inizio del ciclo di trattamenti alcune situazioni sembrano peggiorare, ma solo temporaneamente: spesso si tratta di "crisi di risoluzione", peggioramenti che stanno ad indicare un movimento interiore e che preludono ad una guarigione più profonda e definitiva. Tra un trattamento e l'altro si consiglia di bere molto, per attivare i processi fisiologici di ricambio, e di concedersi, possibilmente tutti i giorni, un momento anche breve di relax, possibilmente sempre alla stessa ora del giorno, meglio nel tardo pomeriggio al rientro dal lavoro, o alla sera prima di coricarsi. L'ideale sarebbe farsi tutti i giorni un autotrattamento Reiki. L'autotrattamento, infatti, potenzia e stabilisce una sorta di continuità con i trattamenti eseguiti dagli operatori Reiki, abitua gradualmente al rilassamento, e contribuisce alla ricarica energetica dell'organismo. L'autotrattamento, se utilizzato la sera, prima di addormentarsi, facilita la distensione ed è un ottimo antidoto all'insonnia: succede spesso che ci si addormenti prima di aver finito il trattamento!

Comunque, se non si desidera ricevere le attivazioni Reiki, va benissimo anche concedersi 10-20 minuti di relax, in compagnia di una musica rilassante....

10. D. E' importante la musica durante una seduta Reiki?

R. La musica è parte integrante della seduta Reiki in quanto facilita il rilassamento e favorisce la capacità di accogliersi e di sentirsi accolto. E' già di per sé una forma di terapia (musicoterapia). Solitamente si utilizzano musiche create appositamente, per lo più ripetitive, dal forte potere ipnotico, con suoni naturali (onde del mare, suoni dei delfini, canti di uccelli, fruscio del vento tra le foglie, etc.) che riconducono alle acque primordiali della vita intrauterina e, più in generale, all'"anima buona" della Madre Terra.

Tuttavia l'utilizzo della musica non è obbligatorio. Si possono condurre sedute Reiki in totale silenzio e ottenere un buon rilassamento, con un'ottima concentrazione su se stessi e sulle sensazioni e percezioni del proprio corpo. Qualche volta mi è capitato di tenere trattamenti Reiki al suono naturale della pioggia scrosciante.... ed è stato molto bello!

11. D. E' utile associare a Reiki altri sistemi di cura, come l'omeopatia, la terapia con i fiori e altri ancora?

R. Reiki ben si accompagna con altri metodi di cura, sia convenzionali che non convenzionali, con terapie del corpo e della psiche, come, ad esempio, Rebirthing e altre tecniche di respirazione, Aura Soma, vari tipi di massaggio e di riflessologia, yoga e meditazione.

Abbiamo già detto che Reiki si sposa molto bene con la musicoterapia. Anche l'aromaterapia, vale a dire la diffusione di aromi naturali nell'ambiente, è un utile complemento del trattamento Reiki. Spesso, se il paziente gradisce, è piacevole accendere dell'incenso durante la seduta: purifica l'aria e, attraverso l'olfatto, stimola il sistema limbico del cervello e quindi la percezione affettiva degli stimoli sensoriali e il riconoscimento delle emozioni. Tuttavia è bene dire che Reiki è un sistema di cura completo in se stesso. Non ha bisogno di niente altro, è perfetto così com'è.

Si può parlare durante la seduta vera e propria?

12. D. Dal punto di vista del rapporto con l'operatore Reiki, come ci si comporta durante la seduta? Esiste uno scambio verbale? Si può parlare durante la seduta vera e propria?

R. La seduta si svolge per lo più in tre fasi. Nella fase iniziale si svolge un breve colloquio riguardante lo stato di salute del soggetto. E' importante conoscere se e come il soggetto ha elaborato e utilizzato quanto emerso sino a quel momento della terapia. Questa prima fase è variabile in funzione delle specifiche situazioni.

La fase centrale consiste nella seduta vera e propria e dura dai 30 ai 45 minuti circa. E' bene che questa fase si svolga in silenzio; tuttavia se la persona trattata è agitata, vuole parlare o ha specifiche domande da porre, è bene assecondarla. Reiki lavora ugualmente. Semmai si può tentare di riportare il soggetto alla tranquillità interiore invitandolo ad orientare la sua attenzione all'ascolto della musica di sottofondo.

Nella fase finale, dopo che il paziente ha assimilato in silenzio per qualche minuto la seduta, è utile un breve scambio di impressioni, sensazioni, una sorta di verbalizzazione dell'esperienza, di "fissazione" da parte del paziente, e di "restituzione" da parte del terapeuta.

Reiki assimilato a una forma di psicoterapia?

13. D. Mi sembra di capire che Reiki possa essere assimilato a una forma di psicoterapia che passa attraverso il corpo...

R. Per certi aspetti, sì, certamente, purchè l'operatore sia un professionista idoneo e preparato. Reiki è un metodo semplice ed efficace per ottenere un buon grado di rilassamento e per attivare componenti psicoemotive, nel contesto di una particolare atmosfera di tipo regressivo e di passività nei confronti dell'operatore. A ragione Reiki è stato paragonato ad una sorta di "ipnosi tattile". Queste caratteristiche, oltre ai riscontri sul piano clinico, supportano l'utilizzo di questa tecnica particolarmente in ambito psicosomatico, dove il paziente, non riuscendo a verbalizzare le emozioni, tende a manifestare attraverso il corpo le sue disarmonie e i suoi squilibri. Molte patologie cutanee (acne, psoriasi, eczema), gastrointestinali (ulcera, colite), respiratorie (asma bronchiale) e dolorose (algie diffuse osteo-articolari o viscerali, cefalea), infatti, riconoscono una eziopatogenesi di questo tipo, dove componente psicologica e componente fisica sono strettamente interconnesse.In realtà l'esperienza corporea durante una seduta Reiki è più che un semplice rilassamento, è una esperienza globale a cui concorrono sia elementi psichici (sensazioni – emozioni – immaginazione), che elementi che provengono dal corpo (percezioni sensoriali – movimenti). La pratica del Reiki consente pertanto di fare l'esperienza della dimensione umana nella sua interezza corpo–mente, e di recuperare la consapevolezza di quella connessione con il tutto che è dentro di noi, dunque corpo-mente-spirito. In questo senso Reiki va anche al di là della dimensione personale e psicologica e si pone come strumento di crescita trans-personale e spirituale.

14. D. Come scegliere un operatore Reiki di fiducia?

R. Quello del Reiki purtroppo è un settore ancora privo di regolamentazione, ed è diventato indispensabile definire ruolo e competenze di questa figura professionale, a garanzia sia del cittadino utente che degli operatori in possesso di una adeguata preparazione teorico-pratica. Certamente bisogna stare attenti a ciarlatani e improvvisatori che promettono effetti miracolosi a livello terapeutico, o imbroglioni in cerca di facile arricchimento. E' bene che i potenziali pazienti si cautelino nei confronti della possibilità di incorrere in delusioni prodotte da incompetenza o imbroglio rivolgendosi soltanto a professionisti formati presso scuole convenzionate con Istituti, Enti o Associazioni qualificate.

Messaggi del giorno

" Smetti di chiederti se hai le qualità adatte per iniziare a edificare il bene, quando lo hai fatto per il "male", è stato un successo!
"

Paget


Richiesta Informazioni

...